31 maggio 2008

Pianificazioni territoriali

Visto che questo governo si basa molto sul clima percepito, a mio parere sarebbe meglio che cominciasse la costruzione di campi di concentramento anzichè di centrali nucleari, dato il susseguirsi di notizie del genere...
O forse per risolvere il problema sarebbe meglio avere scuole e istituti d'educazione funzionanti?

30 maggio 2008

Intolleranze

No, non alimentari...

29 maggio 2008

The story goes on...and on...and on...

Qui

27 maggio 2008

Matrici

E questo pestaggio, secondo voi, di che matrice è?
  1. Politica
  2. Religiosa
  3. Xenofoba
  4. Sono le solite ragazzate di quartiere
  5. Pestaggio? Ma erano amici che si salutavano affettuosamente!
Dalle prime proiezioni si evince che la risposta 4 è quella preferita da Gianni Alemanno...

24 maggio 2008

Tutta colpa dei rom

C'è stata una violenza, un pestaggio, 10 contro 1, vigliacchi...e i romeni dove erano? E i rom?
Ah, cazzo...pure stirpe ariana! Bhè, loro possono, d'altronde è tutta volontà di potenza, mica altro...

21 maggio 2008

Petoazioni

Riprendo da qui...

Qualcuno spieghi a tutta la gente che continua a sottoscrivere petizioni on line che non hanno alcun valore? Già quelle scritte e autenticate sono tenute poco in considerazione, figuriamoci queste...

19 maggio 2008

Riflessioni di un giovane che vorrebbe fare politica

Riporto qui la lettera inviata al Partito Democratico della mia città in vista dell'Assemblea generale del dopo elezioni.


Cari compagni e compagne, cari amici ed amiche,

sono Emanuele, un giovane di Tricase, che da sempre cerca di poter fare politica attiva nel proprio paese ma che, date le circostanze fin’ora durate, non ha mai potuto farlo.

Vivendo per la maggior parte di questi ultimi tre anni a Roma per motivi di studio, mi sono appassionato sempre più alle vicende politiche, e non ho certo dimenticato la mia città natale che amo forse più di ogni altra cosa; e amerei vedere, nei miei brevi soggiorni in terra natia, che la mia città si evolve, cambia, diventa moderna, culla di una nuova politica e mentalità, ma non è così. Questo mi fa rabbia, ed ho quindi deciso di intervenire in prima persona: tramite un’associazione di cui faccio parte e che ho contribuito a fondare, innanzitutto, e ora con la mia voglia di impegnarmi attivamente anche in politica, cogliendo lo spunto di novità ed innovazione (almeno teorica…) che la formazione del Partito Democratico lasciava presagire.

Non nascondo che in questi quattro anni nei quali ho potuto esercitare il mio diritto al voto, diritto che non mi sono mai lasciato sfuggire, arrivando anche a percorre 1200 km in meno di ventiquattro ore pur di poter votare, le mie simpatie siano andate a quella che veniva chiamata Sinistra radicale, compagine che andava a sfiorare anche il 5% dei voti, senza che nessuno si ponesse mai la questione del perché in Italia i cosiddetti partiti post-comunisti raggiungessero un consenso così elevato da poter richiedere l’assegnazione di ministeri e incarichi di prestigio. La risposta era semplice, scontata e facilmente intuibile: la mancanza di una seria compagine social-democratica altrimenti presente nel resto d’Europa.

E’ palese quindi che la nascita del PD abbia portato in noi giovani un entusiasmo, una speranza nella nuova formazione che si diceva moderna, europea, occidentale e che strizzava l’occhio alle due componenti che hanno forgiato l’Italia post bellica: quella socialista e quella democratico cattolica.

Avevamo fiducia nel PD, avevamo fiducia nel voto nazionale e locale: siamo stati traditi.

Le colpe non vanno cercate all’esterno, intorno a noi, ma tra di noi.

Il parere di un giovane, che vorrebbe essere serio attivista, che vorrebbe cambiare se non il Mondo, almeno l’Italia partendo dalla base, è completamente negativo. Si è fatto tanto parlare di base, base, base…ma la base è stata tradita.

Siamo ormai stanchi, e per siamo sottintendo noi giovani, di essere vittime di un bieco dirigismo che si propaga come una piovra dai vertici nazionali fino ai piccoli signorotti locali, il tutto nel pieno oblio dei tesserati che vorrebbero democraticamente partecipare, come sottolinea il nome stesso della formazione politica; siamo stanchi di fazioni, correnti, gruppetti, lobby: non vogliamo una nuova Balena Bianca, vogliamo un partito unito, che persegua i suoi valori e il bene della comunità in cui opera; siamo stanchi di tutti i personalismi, ché non ne esistono di etici o positivi, non esiste il candidiamo tizio perché ha una grossa famiglia, votiamo caio perché ci asfalta la strada davanti a casa.

Tutto questo fa schifo.

Chi non lo capisce può tranquillamente allontanarsi dal PD perché vuol dire che ha aderito a un progetto senza condividerne i valori, si è tesserato a un partito senza averne letto gli atti costitutivi e la carta dei valori.

Riassumendo nel finale di questa mia breve lettera, unico mezzo che ho a disposizione per far sentire la mia voce non potendo essere presente di persona all’assemblea, ciò che noi giovani vogliamo è un partito nuovo, pesantemente riformista, non condizionato da retaggi del passato e da ingerenze alcune, siano esse della Chiesa o di ideologie ormai sorpassate; un partito in cui i giovani abbiano un peso maggiore, in cui la vecchia guardia lasci il passo alle nuove leve indicando la via da seguire, sia ossia guida e non tiranna.

Vogliamo un partito giovane, moderno e senza soloni.

E scusate se è troppo, ma fatevi un esame di coscienza e per una volta non anteponete il bene del singolo al bene comune, grazie.

05 maggio 2008

Google power (anni di piombo style)

Suggerimenti

Ecco una galleria di volti nuovi che potrebbero essere presi in considerazione per le prossime candidature del Partito Democratico